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Appunti di bottega

Sito web fatto con l’AI: cosa funziona (e cosa no)

Di Luciano ZangariPubblicato il Aggiornato il 4 minuti di lettura

“Ma adesso il sito non me lo fa l’intelligenza artificiale?” Me lo chiedono spesso, ed è una domanda giusta. Un sito web fatto con l’AI può davvero bastare? La risposta onesta non è né “l’AI è una truffa” né “l’AI fa tutto”. Sta nel mezzo, e dipende da cosa ti serve.

Uso strumenti di AI ogni giorno nel mio lavoro. Proprio per questo so dove aiutano davvero e dove, se ti affidi solo a loro, ti lasciano a metà del guado.

Cosa fa bene l’AI

Tanto, e va riconosciuto. L’AI è ottima per partire: genera bozze di testo, propone strutture, crea immagini di servizio, accelera compiti ripetitivi. Per un’idea iniziale, un mockup veloce, un punto di partenza da cui ragionare, è uno strumento potente.

Se ti serve una pagina semplice, personale, che non deve portarti clienti, oggi puoi davvero metterla online in un pomeriggio. Nessun problema, anzi: meglio un sito web fatto con l’AI che nessun sito.

Dove l’AI fallisce (per ora)

Il problema non è la qualità del singolo pezzo. È che un sito non è una somma di pezzi: è un progetto. E l’AI non conosce la tua attività.

Non sa chi sono i tuoi clienti, cosa li convince, quali obiezioni hanno. Non sa quale informazione mettere prima e quale dopo perché qualcuno ti scriva. Non sa raccontare la tua storia con la tua voce. Produce qualcosa che sembra giusto in generale, ma non è giusto per te. E in un sito che deve vendere, quella differenza è tutto.

Il rischio nascosto dei siti “tutti uguali”

Quando tutti usano gli stessi strumenti con gli stessi prompt, escono siti che si somigliano: stessi layout, stessi testi levigati, stesso tono. Il visitatore non lo sa spiegare, ma lo sente — e un sito che sembra uno dei tanti non costruisce fiducia. La fiducia nasce dalle cose specifiche: la tua foto vera, il tuo modo di parlare, i tuoi progetti, i dettagli che solo tu hai.

Quando un sito web fatto con l’AI può bastare e quando no

Può bastare per: un progetto personale, un esperimento, una landing temporanea, una pagina che non è il motore della tua attività.

Non basta quando: il sito è il volto del tuo lavoro, deve farti trovare su Google, deve trasformare i visitatori in clienti, deve durare nel tempo. Lì serve qualcuno che capisca l’attività e la traduca in scelte, non in testi generici.

Come uso l’AI io (artigiano + strumento)

Non la rifiuto: la metto al suo posto. L’AI mi aiuta a velocizzare le parti meccaniche, così posso dedicare più tempo a quelle che contano: capire te, dare una gerarchia alle informazioni, scrivere testi che parlano ai tuoi clienti, curare i dettagli. Lo strumento accelera; il progetto resta artigianale. È la stessa logica per cui un buon falegname usa attrezzi elettrici ma il mobile lo pensa lui.

Domande frequenti

Posso farmi il sito da solo con l’AI e farlo poi sistemare?

Sì, capita spesso. A volte è più rapido ripartire da una base pulita che correggere una struttura nata storta, ma si valuta caso per caso. Se hai già qualcosa, mostramelo: ti dico onestamente se conviene aggiustarlo o ripensarlo.

Un sito web fatto con l’AI mi fa risparmiare?

Sui tempi di alcune fasi, sì, e questo si riflette sul preventivo. Ma il valore di un sito non è nel codice: è nelle scelte. Quelle restano il lavoro di una persona. Ne parlo nella guida ai prezzi.

Un sito fatto con l’AI si posiziona su Google?

Può indicizzarsi, ma posizionarsi bene è un’altra cosa: serve struttura, contenuti pensati per le persone e per la ricerca, dati corretti. È proprio la parte che l’AI da sola non cura.

Sono Luciano Zangari, web designer freelance a Genova. Uso l’AI come strumento, ma i siti li costruisco su misura sulla tua attività. Se vuoi un parere onesto sul tuo, scrivimi due righe.

Dalla bottega

In pratica, nei miei lavori

  1. 01Siti su misura, restyling ed e-commerce: cosa comprendono e quanto costano
  2. 02Sistemi su misura: quello che un sito fatto in serie non fa
  3. 03Il metodo: ascolto, progettazione, costruzione

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