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Appunti di bottega

10 domande da fare a un web designer prima di affidargli il sito

Di Luciano ZangariPubblicato il Aggiornato il 3 minuti di lettura

Affidare il proprio sito a qualcuno è un atto di fiducia, spesso fatto al buio. Eppure ci sono alcune domande da fare a un web designer che, prima di firmare, ti dicono se hai davanti la persona giusta. Non servono competenze tecniche per porle: servono solo per capire come ragiona chi hai davanti. Eccole — le stesse che vorrei mi facessero, perché le risposte oneste non hanno nulla da temere.

1. Con chi parlerò durante il progetto?

Con chi fa il lavoro o con un intermediario? Sapere chi avrai davvero dall’altra parte ti dice tutto su come sarà lavorare insieme.

2. Mi fai vedere progetti simili al mio?

Non il portfolio più scintillante: lavori vicini al tuo settore o alla tua dimensione. È lì che capisci se sa muoversi nel tuo mondo.

3. Il sito sarà mio?

Dominio, hosting, accessi: devono essere intestati a te. Diffida di chi tiene le chiavi di casa tua.

4. Su quale piattaforma lo costruisci, e perché?

Non serve la risposta “giusta”, serve una risposta motivata, legata al tuo caso. Chi ti propone sempre la stessa cosa a prescindere, non sta ascoltando.

5. Potrò aggiornarlo da solo dopo?

Un sito che puoi gestire in autonomia per le modifiche semplici è un sito che resta vivo. Chiedi se e come.

6. Cosa è incluso nel prezzo e cosa no?

Testi, foto, SEO di base, revisioni, formazione: meglio saperlo prima. Un preventivo chiaro elenca anche ciò che non comprende.

7. Quanto tempo ci vorrà, realisticamente?

Una stima onesta tiene conto anche dei tuoi tempi (contenuti, feedback). Chi promette tutto in pochi giorni o sta semplificando o sta improvvisando.

8. Cosa succede dopo il lancio?

Manutenzione, aggiornamenti, assistenza: il sito non finisce quando va online. Chiedi come funziona il “dopo”.

9. Il sito sarà pensato per farmi trovare su Google?

Almeno le basi (struttura, velocità, dati corretti) dovrebbero essere incluse. Non aspettarti miracoli, ma nemmeno l’indifferenza.

10. Cosa ti serve da me per partire?

La risposta rivela il metodo. Chi ti chiede di raccontargli l’attività, gli obiettivi, i clienti, sta progettando su misura. Chi ti chiede solo “il logo e qualche testo” sta riempiendo un template.

Bonus: cosa fai se in futuro voglio cambiare qualcosa?

Un sito è vivo: cresce, cambia, ogni tanto va ritoccato. Sapere fin dall’inizio com’è gestito un intervento futuro — e con quali tempi e costi — ti evita brutte sorprese tra un anno.

Come usare queste domande

Non serve farle tutte di fila come un interrogatorio. Puoi mandarle come lista prima del primo incontro, oppure tenerle sottomano durante la call. La cosa più importante non è solo cosa ti risponde, ma come: un buon professionista è contento di queste domande e risponde con esempi concreti; chi si innervosisce o liquida tutto con “fidati” ti sta già dicendo qualcosa. E se una risposta non ti convince, chiedi un esempio reale: i fatti valgono più delle promesse.

La domanda dietro le domande

In fondo, tutte le domande da fare a un web designer servono a capire una cosa sola: se ha voglia di capire la tua attività prima di disegnarla. Se dalle risposte senti ascolto e chiarezza, sei sulla strada giusta. Se senti fretta e formule preconfezionate, continua a cercare.

Sono Luciano Zangari, web designer freelance a Genova. Fammi pure tutte queste domande: rispondo volentieri, perché lavoro così. Se vuoi, raccontami il tuo progetto — oppure dai prima un’occhiata ai servizi e alla guida ai prezzi.

Dalla bottega

In pratica, nei miei lavori

  1. 01Il metodo: come lavoro, fase per fase
  2. 02Sette casi raccontati per esteso
  3. 03Le domande frequenti

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