Lavoro da solo.
Di proposito.
Ascolto, progetto, costruisco — senza passare la mano.
Nessun brief perso tra reparti. Nessuna cucitura visibile.
Solo un rapporto diretto, tra me e te.
Dieci anni a fare tutto da solo. Non per caso.
Ho iniziato come molti: tante competenze sparse, e troppi intermediari tra me e il risultato. Ogni passaggio di mano era un rischio — il messaggio si perdeva, le scelte si annacquavano, il progetto arrivava al cliente finale diverso da come era partito.
A un certo punto ho smesso di delegare. Non per ego, per necessità.
Volevo che il sito finale fosse esattamente quello che avevo in testa con il cliente — non una versione sbiadita passata per tre mani.
Dieci anni dopo, quella scelta è diventata un metodo.
Quando mi affidi un progetto, non parli con un commerciale che passa il brief a un designer che lo gira a uno sviluppatore.
Parli con me, dall’inizio alla fine.
E la differenza si vede.
Per chi lavoro
Ho lavorato con architetti che avevano bisogno di un portfolio all’altezza del loro lavoro, con ristoranti che volevano smettere di sembrare una catena, con artigiani che non sapevano da dove partire.
Ma anche con aziende strutturate — progetti europei, realtà negli Stati Uniti — che avevano già provato agenzie grandi e volevano qualcosa di diverso: un interlocutore solo, che capisce, risponde e non sparisce dopo il lancio.
Il filo comune non è mai la dimensione del cliente.
È la voglia di essere presi sul serio.
Cosa faccio, dalla A alla Z
Progetto l’identità visiva, scrivo i testi, scatto le foto, disegno il sito e lo sviluppo su WordPress.
Sono competenze che di solito richiedono quattro o cinque professionisti diversi — e il problema non è il costo, è che ognuno lavora con la sua sensibilità, il suo ritmo, la sua interpretazione del brief.
Quando tutto passa da una persona sola, il risultato è diverso: le foto sono pensate per il layout, i testi nascono insieme al design, l’identità visiva non è un PDF dimenticato in una cartella — è dentro ogni pagina.
Non è un vantaggio teorico.
È una differenza che si vede al primo scroll.
Prima l'ascolto, poi il design
Non parto da un template e non apro Figma il primo giorno.
Prima parlo con te — e non per fare una lista di requisiti.
Voglio capire come parli del tuo lavoro quando non stai vendendo, cosa ti rende diverso da chi fa la stessa cosa, qual è il progetto che ti ha fatto dire “ecco, questo è quello che voglio fare”.
Solo quando abbiamo una direzione chiara — trovata insieme, non imposta — inizio a progettare.
Lavoro su un progetto alla volta, o quasi.
Non per romanticismo: perché la qualità non si scala all’infinito, e ogni cliente merita attenzione piena.
Sono a Genova: il resto non ha confini.
Ho lavorato con realtà italiane, su progetti europei, con aziende negli Stati Uniti.
Online, la distanza non esiste.
Se cerchi un web designer freelance a Genova — o semplicemente qualcuno con cui parlare davvero, ovunque tu sia — sono qui.
Lavoro con call, file condivisi e un processo che funziona allo stesso modo che tu sia a Genova, a Milano o a Londra.
Non ho mai perso un cliente per la distanza.
Ti va di raccontarmi il tuo progetto?
Se ti è piaciuto il mio modo di lavorare, possiamo iniziare da una chiacchierata.
Nessun impegno, solo tempo dedicato ad ascoltarti e capire se posso esserti utile.
Non sai da dove iniziare? Va bene anche un messaggio veloce.
